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METTERSI IN GIOCO? PDF Stampa E-mail
Scritto da COACH   
Domenica 22 Gennaio 2012 19:17

Julio Velasco,  tecnico dell’ Italia, grande lavoratore oltre che comunicatore disse: “i giocatori devono aver fame di lavoro in palestra e di risultati, con il giusto atteggiamento e senza alibi.”
Ha creato un vero gruppo squadra, dicendo che la squadra migliore non è necessariamente fatta dai giocatori migliori.. io aggiungo è fatta da atlete che hanno voglia di giocare e divertirsi !

Non c’è più brutta cosa che vedere le proprie compagne, senza ambizione, senza voglia di provare, senza personalità, in balia degli eventi (nel nostro caso gli avversari che fanno il tiro a segno con noi ) aspettando che il momento tenebroso passi (perché il set finisce a 25!) o attendendo una qualche  illuminazione divina, o un aiuto dall’esterno.
Nessuna ha il coraggio  accollarsi quel minimo di responsabilità in campo, quel desiderio di fare bene la propria parte, di dire ”cacchio che errore..ma la prossima”, di aiutare la compagna nel momento della difficoltà, il tutto magari contornato con un po’ di sana pazzia nel fare qualcosa di insolito,  un colpo trovato anche fortunosamente, che però trovi giustificazione nel fatto stesso che è un punto per la squadra, di cercare la sfida personale con l’avversario di turno pensando ”mo se questa mi ritira una palla forte vedi come la accomodo”..oppure “mo spacco tutto con la prossima schiacciata!!!”. Visto ciò che succede la domenica in campo è sacrosanto ribadire che l’agonismo è in AGONIA, quella voglia di cercare il punto a tutti i costi, SOTTO LE SUOLE DELLE SCARPE, il divertimento non si trova più nemmeno quando si fa punto, o addirittura quell’urlo smorzato per caricarsi, che molte di voi denigrano alla grande.
Dopo tante battaglie sul campo e fuori , adesso sono capace di leggere gli sguardi vuoti (troppo spesso) di ognuno di voi, prima della gara, anche solo sentendovi parlare, ascoltando terminologie da demotivate.

 

SQUADRA

La partita di ieri è stata,  come essere stati invitati ed aver partecipato ad un compleanno di 18 anni, e non essersi divertiti perché non si aveva voglia di andarci.
Io ritengo come molti, il volley come  lo sport di squadra per eccellenza, ma per definirsi tale ha bisogno di una costante IL GRUPPO, non solo nell’ambito della palestra, ma anche fuori..ha bisogno di essere alimentato sempre con stimoli semplici (come la cena di squadra per esempio). Preso liberamente  dal blog dell’allenatore della nazionale italiana maschile Mauro Berruto questo pensiero sul volley, ne voglio fare partecipi tutte voi:
“il volley è lo sport più di squadra fra gli sport di squadra. Basta pensare ad alcune caratteristiche specifiche del gioco. Il volley, prima di tutto, è uno sport il cui regolamento impedisce agli atleti di bloccare la palla e di toccarla due volte consecutivamente. Questo fatto capovolge il concetto di “campione”: nel calcio il prototipo del campione proprio colui che è capace di scartare la difesa avversaria al completo e segnare il goal. Nel basket il campione per eccellenza è l’atleta capace di catturare il rimbalzo in difesa e dopo un entusiasmante coast to coast andare a schiacciare nell’anello dalla parte opposta del campo. Nel rugby il campione è chi riesce a correre metri e metri con l’ovale in mano trascinando al traino difensori inutilmente aggrappanti alla sua maglietta e ai suoi pantaloncini. Le azioni che ho descritto sono quelle che strappano i più grandi applausi, che fanno sognare i tifosi. Nel volley tutto ciò non solo è impossibile, ma impedito dal regolamento che impone, al contrario, il passaggio. E il passaggio coinvolge, in ogni azione, il 50% della squadra perché (anche se tutti si muovono funzionalmente alla costruzione dell’azione e alla realizzazione di un progetto offensivo o difensivo che sia) tre giocatori su sei sono sempre direttamente coinvolti nell’azione toccando fisicamente la palla.


Tutto ciò per ribadire un semplice concetto: che nel lavoro di squadra ci si aiuta, si partecipa, si combatte, si accompagna ogni pallone anche solo con lo sguardo, per un solo fine, il punto e di conseguenza la vittoria.
Per cui date importanza all’allenamento, al banale esercizio proposto, alle parole che vi vengono dette, i risultati vengono solo col lavoro duro, disciplina, dedizione e determinazione ..tolte queste costanti, la pallavolo sarà SOLO un passatempo (se non lo è già..) e allora lì, non ci sarà più posto  per voi.

 

Commenti  

 
#1 Armando 2012-01-23 17:38
Citazione:
i risultati vengono solo col lavoro duro, disciplina, dedizione e determinazione ..

...e aggiungerei: il divertimento sarà la fisiologica e positiva conseguenza insieme ai risultati.


...cmq, il fatto che la propria prestazione dipenda, SIA IN POSITIVO CHE IN NEGATIVO, dal contesto (posto o squadra o società o allenatore o ...) è un chiaro segno di mancanza di personalità e forse di maturità sportiva. Probabilmente questa è la principale causa di tutti quegli atteggiamenti che portano, poi, scarsi risultati.
Citazione
 

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